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23/02/07

Ma è vero che a Westminster si può bere?

HighlandparksinglemaltwhiskyLa leggenda vuole che il Cancelliere dello Scacchiere del Governo di Sua Maestà possa bere durante il suo discorso di presentazione del bilancio delle casse del Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord. E questa leggenda è vera. Sul sito della House of Commons si spiega che il Cancelliere dello Scacchiere in carica Gordon Brown beve... acqua minerale :-(

I suoi predecessori hanno fatto di meglio - almeno da questo punto di vista: Kenneth Clarke si dava al whisky, Geoffrey Howe al Gin & Tonic, Benjamin Disraeli beveva brandy annacquato e Gladstone addirittura sherry e zabaione.

Alla salute!

22/02/07

Consultare le consultazioni

CossigadalemaNoi pivellini, ogni volta che viene pubblicato sul sito del Quirinale il "Calendario delle consultazioni a seguito delle dimissioni" di un governo, scopriamo che il Capo dello Stato "consulta" entità dalla misteriosa denominazione. Veniamo così a conoscenza dell'esistenza (e della fondamentale rilevanza Costituzionale - C maiuscola) di una rappresentanza parlamentare chiamata "Autonomie Liberté Démocratie" (che vi lascio pronunciare in Valdostano) e poi del "Partito Democratico Meridionale" (che vi lascio associare al baldo fulgòre di Agazio Loiero...), oltre che dell'inossidabile presenza di tante piccole e grandi reincarnazioni della Democrazia Cristiana (talvolta Nuova, oppure un po' Socialista, o Repubblicana, ma anche "per le Autonomie", e - perchè no? - "contro le Autonomie", Laica, Bianca, Rossa, Federalista, Napoletana, Boscaiola e, per finire, la fumante Democrazia Cristiana alla Diavola).

Povero Napolitano: che scorpacciata dovrà farsi fino a venerdì sera, quando chiuderà le "consultazioni" con un aperitivo in compagnia di Kossiga, Carlo Azeglio e Oscar Luigi Scalfaro... anzi Scàlfaro, come precisa il sito www.quirinale.it.

All'accento grave ci teniamo, noi pivellini, vista "la particolare complessità della situazione". Capito, Presidente del Consiglio dei Ministri (dimissionario, ndr), Onorevole Professor Romano Prodi?

18/02/07

The World Is Not Flat

Cover400Oggi pomeriggio un vigile urbano creolo parlava ad un beduino di bianco vestito: non si passa da questa parte, Signore. Sta per passare la sfilata che celebra l'inizio dell'anno cinese del maiale... nel 3° arrondissement di Parigi.

Noialtri, annoiati, guardiamo.

16/02/07

Il successore di Putin: sarà un Chavez oppure un norvegese?

In nessun paese come in Russia la personalità dei leader rispecchia lo stato d'animo della società. Quando Luigi XIV diceva "lo stato sono io" non pensava all'uso che sarebbe stato fatto da questa bella frase da personcine come Josip Stalin o Nikita Krushev. E così quando ci chiediamo chi sarà il successore di Putin in realtà ci chiediamo a cosa somiglierà la Russia di domani.

Oggi sul New York Times Thomas Friedman mette in risalto come sono pochi i paesi che come la Russia sono allo stesso tempo ricchi in risorse naturali e pieni di talenti umani. Gaz e ingegneri sono il futuro della Russia.

Ma se il futuro della Russia sarà soprattutto costruito su gas e petrolio ci si può chiedere se tra 5 anni la Russia sarà come il Venezuela - cioè una pseudo-democrazia dirottata dal petrolio - oppure come la Norvegia - cioè una democrazia arricchita dal petrolio?

15/02/07

Quella breve (e triste) storia del petrolio in Ciad

LocationchadMolto spesso la parola petrolio rima con toponimi che ci dicono poco, e di cui non sappiamo molto. Del Ciad i più attenti hanno sentito parlare l'ultima volta in una quarantina di pagine del bellissimo excursus letterario di Jean Michel Belorgey tra i transfugi occidentali alla ricerca di nuovi mondi tra le tribu del Sahara sin dai tempi del leggendario impero di Kanem-Bornu.

Pochi giorni fa il Ciad è arrivato sul New York Times, dove abbiamo scoperto che Paul Wolfowitz è stato tra i principali finanziatori di un progetto di esplorazione petrolifera proprio sotto quella sabbia non lontana dal Sudan, un po' contesa da Gheddafi ed un tempo al centro della periferia degli interessi coloniali francesi.

La scommessa della Banca Mondiale era quella di sviluppare uno dei paesi più poveri del mondo grazie alle risorse del petrolio. Risultato: quello per Wolfowitz doveva essere un modello di sviluppo oggi vede l'estensione al Chad del conflitto in Darfur, il corrotto governo del paese diventare ancora più corrotto, i banditi che si inventano uniformi e diventano guerriglieri o ribelli.

Infatti, il presidente Idriss Deby ha chiesto ed ottenuto di usare una parte dei fondi internazionali per il riarmo del suo esercito e per combattere i suoi oppositori per così dire "extraparlamentari", rinfocolando una situazione di instabilità che dalla Somalia, passando per il Darfur ed attraversando il Chad raggiunge l'Africa occidentale nel Sahara Occidentale, in Costa d'Avorio e Guinea. Conflitti tutti diversi, ma tutti senza dubbio interdipendenti.

Insomma, il petrolio può arricchire qualcuno, ma difficilmente porta stabilità, sviluppo economico e sociale nei paesi in cui viene scoperto. Ne dovrebbero sapere ormai qualcosa gli stessi Stati Uniti, visto quello che riesce a fare con i petro-dollari il presidente Venezuelano Chavez, vista la situazione di congelamento di qualunque sviluppo democratico in Arabia Saudita e la situazione in Darfur che non è del tutto estranea - diciamo - alla feroce lotta per le risorse energetiche. Dorebbe bastare tutto ciò anche all'Europa per darsi un piano di transizione energetica dal carbonio alle risorse rinnovabili.

Lo hanno scoperto - già da anni - i brasiliani che fanno camminare le loro automobili con un estratto alcolico della canna da zucchero. Praticamente Rum. Le pompe del futuro sono targate Bacardi.

06/09/06

Il foglietto di Capezzone (parte seconda)

CapezzoneCircola un altro foglietto: l'ho trovato al parlamento europeo di Strasburgo, nei forzieri dell'ufficio di Marco Pannella, protetto da una spessa coltre di fumo, lacrimogeni e gas nervino. Ci sono scritti i nomi degli ultimi dissidenti salvati dal fantomatico Partito Radicale Transnazionale:

Kok Ksor, leader superdotato dei profughi montagnardi del Vietnam;
Ngabo Bembe Hitler, storico imperatore degli oromo etiopici, nonchè figlio mai riconosciuto di Benito Mussolini e della cugina bona di Lawrence d'Arabia,
e dulcis in fundo Luciano Moggi, ex lottatore di sumo-in-spogliatoio, disciplina sportiva non riconosciuta dal Cio e nella quale il lottatore minaccia telefonicamente l'avversario prima di colpirlo dentro uno spogliatoio senza testimoni.

Veleni, talpe, foglietti... Alcuni insinuano l'esistenza di un piano dei deputati Tajani e Gawronski per trasferire i dati personali di questi pericolosi personaggi alla CIA. Ma cosa bolle nel pentolone radicale? Una rivoluzione nonviolenta? Un Satyagraha gandhiano? Una sonda spaziale che riporti sulla terra i genitori/creatori di Pannella: Crono e Gaia?
No. C'è un cesto di funamboli pronti a rendere reali i dibattiti virtuali e segreti del potere italiano, così impotente davanti ai foglietti/pizzini dell'on. Capezzone.

Matrimoni e Nobiltà

265Due chiacchiere con Emanuele Filiberto di Savoia.

25/08/06

Un nuovo coffee, molto internazionale


Coffee_annan_1

23/08/06

Per chi non si accontenta di un'Europa anti-americana: israelizziamo il Medio-Oriente

Difendersi, dunque. Difendersi da tutto ciò che minaccia. Reagire. Non rassegnarsi al declino. Non prestare ascolto alle sirene dell'abbandono, del ritiro ineluttabile. Non disperare. Come ha scritto uno dei più grandi esperti di antiamericanismo Philippe Roger è il malessere del declino francese a rodere dietro le opposizioni accumulate contro l'America. Altrimenti quale logica e quale genetica coverebbero dietro l'ultima trovata del Quai d'Orsay: negoziare fino all'ultima virgola al Consiglio di Sicurezza e poi pretendere di risolvere la crisi senza disarmare la minaccia Hezbollah, inviando qualche dozzina di tecnici sul campo... il tutto ovviamente proclamato, organizzato, strombazzato in nome dell'Europa!

La manìa stranamente "europeista" della diplomazia francese ed il suo pregiudiziale anti-americanismo vengono da lontano. E si sono legate a filo doppio tra la prima e la seconda guerra mondiale, senza mai riuscire a staccarsi l'una dall'altra.

Quando negli anni 20 Aron e Dandieu chiudono il loro saggio Le Cancer Américain non rivolgono un appello alla Francia, ma all'Europa: "Europe Réveille-toi!". Alcuni anni dopo, ai tempi di Vichy è ancora in nome dell'Europa (un'altra Europa a dire il vero, raggruppata attorno alla Germania) che i collaborazionisti lanceranno il loro appello a lottare contro il bolscevismo e l'America plutocratica. E quando Maurice Druon - raggiunto De Gaulle a Londra - decide di mettere in guardia gli americani contro le vertigini del successo sceglie di chiamare il suo appello "Lettere di un europeo" e non "Lettere di un francese". Possiamo moltiplicare gli esempi, passando per Sartre e lo stesso de Gaulle, ma la natura dell'antiamericanismo francese conta sempre su una entità superiore per giustificarsi: l'Uomo e la Natura ai tempi dell'illuminismo, l'Esprit più tardi. Ma a partire dagli anni 20 e 30 c'è l'Europa.

Un'Europa da delimitare con una nuova linea Maginot, per aver almeno l'illusione di controllarla. Una linea Maginot a Occidente per far fronte al pericolo anglosassone. Un'Europa che si trasforma in "pan-Europa" nel discorso del Conte Coudenhove-Kalergi in contrasto simmetrico all'onnipresente e onnivora pan-America: un'America ovunque, capace di assorbire e americanizzare al semplice contatto.

Il riferimento europeo del discorso antiamericano nasce lontano nel tempo sotto tre forme: il progetto pan-europeo di unificazione economica e culturale attorno ai valori tradizionali dell'Europa, contro i grandi Imperi che la minacciano; la denuncia dei non-conformisti dell'America razionalista da un lato e dell'Europa americanizzata; e poi la difesa durante la guerra di una Europa Nuova sotto l'egemonia tedesca contro plutocrazia e bolscevismo.

Dopo la Liberazione inizia una lunga traversata del deserto, ma la frattura provocata dalla guerra in Iraq e le vicende del Libano dell'ultima settimana servono forse a dimostrare come la matrice antiamericana di una certa retorica europeista francese seguano un percorso carsico e siano capaci di riemergere, rivelando un riflesso che è allo stesso tempo antico, ma automatico.

Rivelando anche che i decenni non hanno cancellato le ragioni di quel declino costante che è alla base di questa ideologia e che anzi forse quel declino - a causa di certi atteggiamenti ideologici - si è aggravato e reso irreversibile, trascinando con sè, verso la rovina, tutti quanti sono stati gabbati da un europeismo di reazione e non di azione, progetto, futuro possibile.

Un futuro possibile, la pars construens della china discendente che avvolge le istituzioni europee ormai da anni, è nella proposta di Marco Pannella per un rilancio dell'integrazione europea ripartendo dai valori umanistici del sionismo e del federalismo democratico. E' la proposta che vuole Israele nell'Unione europea ed un Medio Oriente israelizzato perchè liberato dall'autoritarismo, e dalla tirannìa. Tutto il resto, tutti i riflessi che porterebbero a realizzare sia ad Occidente sia ad Oriente nuove illusorie linee Maginot, tutte le esitazioni ed i riflessi ormai tradizionali della cosiddetta diplomazia sono declino non solo francese, ma europeo ed in fondo occidentale ed americano. Tutto il resto non servirà a difenderci dall'ondata fondamentalista, e batterla.

22/08/06

Coincidenze iraniane

Ahmadinejadpic05_1Anche il presidente iraniano Ahmadinejad ha ceduto alla tentazione di farsi un blog. Da qualche settimana è online www.ahmadinejad.ir. Per ora accessibile solo in lingua farsi, ma con link (non funzionanti) a versioni in arabo, inglese e francese è la risposta lentissima della rivoluzione islamica alla generazione dei dinamici bloggers di Teheran e dintorni.

Per ora - in ogni caso - il sito sembra in costruzione. Come i siti nucleari per l'arricchimento dell'uranio.


CINE-BLOG



  • Blessent mon coeur d'une langueur monotone

    Il giorno più lungo


  • Killing generals could get to be a habit with me

    The Dirty Dozen

  • "A Roma spesso c’è il conforto e la sorpresa di trovare ancora in piedi strade, piazze che ormai dovrebbero essere portate al deposito, ai rifiuti"

    Federico Fellini

  • Avvocato de Marchis -"Sarà fredda l'acqua... No. Nun posso, nun ce la faccio. So' troppo vigliacco p'ammazzamme. Nun ce la faccio."
    Pomata -"Avvoca', ma che è ammattito, vuol fa 'n gesto insano. Ma perchè?"
    Avvocato de Marchis -"Ma come perchè? Come perchè? Son troppi anni che mando giù bocconi amari"

    "Febbre da Cavallo"

  • "D'Alema, dì qualcosa di sinistra!"

    "Aprile"

  • - L'amore fa male, forse?
    - Sì, l'amore fa male. Come un grande avvoltoio plana sopra di noi, si immobilizza e ci minaccia. Ma la minaccia può essere anche promessa di gioia. Sei bella, Hélèna, così bella che guardarti è una sofferenza.
    - Ieri dicevate che era una gioia.
    - E' una gioia e una sofferenza..."

    "L'ultimo metrò"

  • "Potrei essere piuttosto incazzato per quello che mi è successo, ma è difficile restare arrabbiati quando c'è tanta bellezza nel mondo"

    "American Beauty"

  • "Happiness is submission to God"

    Theo Van Gogh

  • "E nu' lo fa' soffrì... FINISCILO!"

    "Il tifoso, l'arbitro e il calciatore"

  • "Ero solito portare una pallottola nel taschino, all'altezza del cuore. Un giorno un tizio mi tirò addosso una Bibbia, ma la pallottola mi salvò la vita"

    Woody Allen

  • "- Quelle est votre ambition dans la vie ?
    - Devenir immortel et mourir"

    "A bout de souffle"

  • "Niente è peggio di vivere nel terrore"

    "Blade Runner"

  • "Noi la democrazia siamo qui per difenderla…
    non per praticarla!"

    "Allarme Rosso"

  • Anya "Ho seguito un corso di sopravvivenza in Siberia!".
    James Bond "Come molti dei tuoi compatrioti, credo..."

    "007: La spia che mi amava"

  • "It's a hardball world, son. We've gotta keep our heads until this peace craze blows over."

    "Full Metal Jacket"

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