"Esistono luoghi in cui il tempo sembra fermarsi.
Esisono uomini che sanno fermarsi quando è il tempo di scegliere.
Uomini che danno importanza al particolare che li rende unici.
Uomini per cui lo stile diviene un modo di relazionarsi con il mondo.
A questi uomini gli oggetti riescono a raccontare la propia storia,
a tramandare la memoria di re e presidenti, di scrittori e attori, di artisti
e nobili. Perché il vero valore delle cose è nella tradizione che
trasmettono, nell'eleganza che interpretano. Ora come allora."
E' questo il motto di Marinella, il cravattaro napoletano che ha vestito ed annodato di tessuti inglesi stampati nel Kent i più grandi uomini dell'ultimo secolo. "Mai una camicia azzurra di sera e mai una cravatta rossa sfacciata". Al di là dei vezzi personali le regole esistono anche per i politici: non si dichiara una guerra con una cravatta troppo scura, non si parla di finanziaria con il nodo stretto... fa faville oggi più di sempre la "tie-diplomacy", la diplomazia delle cravatte.
Cominciamo con due esperti della diplomazia personale. Bush, nodo sportivo, cravatta rosso caldo, lavorata, colletto americano senza bottoni. Il massimo dell'informalità per un presidente americano alla Casa Bianca. Davanti a lui il sorridente Silvio Berlusconi. Da dieci anni lo avevamo visto solo con cravatte blu notte e micropallini. Con Bush il motivo della cravatta diventa amichevole, pallini azzurro cobalto, grosso nodo di seta purissima. E´o non è l'immagine della cordialità?
Ma guardate qui. Blair ha la stessa identica cravatta di Bush sopra. Stesso colore, stesso motivo. La cartellina che trasporta è quella con le risposte al Question Time settimanale. Deve affrontare mezz'ora di duro dibattito a Westminster. Ecco perchè il nodo è strettissimo, senza piega alcuna. La giacca aperta come se fosse necessario toglierla, per essere comodi, sciolti, agili. Come un primo ministro britannico deve essere dinanzi al suo parlamento.
E le cravatte parlano anche quando non ci sono. Avete mai visto l'affascinante presidente iraniano Ahmadinejad con una cravatta? Risposta: mai. Anche quando è andato alle Nazioni Unite aveva la sua solita camiciola di cotone grezzo aperta, la barba incolta, la giacca addirittura allacciata solo al terzo bottone. Un modo come un altro per impersonare l'arciantioccidentale. Il no alla cravatta è un NO al modo di essere, apparire e vestire delle elites occidentali. Ci sta tutto da Ahmadinejad, ma preferiamo lo stile più composto, distinto ed elegante del presidente Afgano Karzai, senza cravatta, ma sempre fichissimo.
Inutile ripeterlo. Al giorno d'oggi la moda è la continuazione della politica, con altri mezzi.













Avvocato de Marchis -"Sarà fredda l'acqua... No. Nun posso, nun ce la faccio. So' troppo vigliacco p'ammazzamme. Nun ce la faccio."
"D'Alema, dì qualcosa di sinistra!"
- L'amore fa male, forse?
"Potrei essere piuttosto incazzato per quello che mi è successo, ma è difficile restare arrabbiati quando c'è tanta bellezza nel mondo"
"Happiness is submission to God"
"E nu' lo fa' soffrì... FINISCILO!"
"Ero solito portare una pallottola nel taschino, all'altezza del cuore. Un giorno un tizio mi tirò addosso una Bibbia, ma la pallottola mi salvò la vita"
"- Quelle est votre ambition dans la vie ?
"Niente è peggio di vivere nel terrore"
"Noi la democrazia siamo qui per difenderla…
"It's a hardball world, son. We've gotta keep our heads until
this peace craze blows over."


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