Difendersi, dunque. Difendersi da tutto ciò che minaccia. Reagire. Non rassegnarsi al declino. Non prestare ascolto alle sirene dell'abbandono, del ritiro ineluttabile. Non disperare. Come ha scritto uno dei più grandi esperti di antiamericanismo Philippe Roger è il malessere del declino francese a rodere dietro le opposizioni accumulate contro l'America. Altrimenti quale logica e quale genetica coverebbero dietro l'ultima trovata del Quai d'Orsay: negoziare fino all'ultima virgola al Consiglio di Sicurezza e poi pretendere di risolvere la crisi senza disarmare la minaccia Hezbollah, inviando qualche dozzina di tecnici sul campo... il tutto ovviamente proclamato, organizzato, strombazzato in nome dell'Europa!
La manìa stranamente "europeista" della diplomazia francese ed il suo pregiudiziale anti-americanismo vengono da lontano. E si sono legate a filo doppio tra la prima e la seconda guerra mondiale, senza mai riuscire a staccarsi l'una dall'altra.
Quando negli anni 20 Aron e Dandieu chiudono il loro saggio Le Cancer Américain non rivolgono un appello alla Francia, ma all'Europa: "Europe Réveille-toi!". Alcuni anni dopo, ai tempi di Vichy è ancora in nome dell'Europa (un'altra Europa a dire il vero, raggruppata attorno alla Germania) che i collaborazionisti lanceranno il loro appello a lottare contro il bolscevismo e l'America plutocratica. E quando Maurice Druon - raggiunto De Gaulle a Londra - decide di mettere in guardia gli americani contro le vertigini del successo sceglie di chiamare il suo appello "Lettere di un europeo" e non "Lettere di un francese". Possiamo moltiplicare gli esempi, passando per Sartre e lo stesso de Gaulle, ma la natura dell'antiamericanismo francese conta sempre su una entità superiore per giustificarsi: l'Uomo e la Natura ai tempi dell'illuminismo, l'Esprit più tardi. Ma a partire dagli anni 20 e 30 c'è l'Europa.
Un'Europa da delimitare con una nuova linea Maginot, per aver almeno l'illusione di controllarla. Una linea Maginot a Occidente per far fronte al pericolo anglosassone. Un'Europa che si trasforma in "pan-Europa" nel discorso del Conte Coudenhove-Kalergi in contrasto simmetrico all'onnipresente e onnivora pan-America: un'America ovunque, capace di assorbire e americanizzare al semplice contatto.
Il riferimento europeo del discorso antiamericano nasce lontano nel tempo sotto tre forme: il progetto pan-europeo di unificazione economica e culturale attorno ai valori tradizionali dell'Europa, contro i grandi Imperi che la minacciano; la denuncia dei non-conformisti dell'America razionalista da un lato e dell'Europa americanizzata; e poi la difesa durante la guerra di una Europa Nuova sotto l'egemonia tedesca contro plutocrazia e bolscevismo.
Dopo la Liberazione inizia una lunga traversata del deserto, ma la frattura provocata dalla guerra in Iraq e le vicende del Libano dell'ultima settimana servono forse a dimostrare come la matrice antiamericana di una certa retorica europeista francese seguano un percorso carsico e siano capaci di riemergere, rivelando un riflesso che è allo stesso tempo antico, ma automatico.
Rivelando anche che i decenni non hanno cancellato le ragioni di quel declino costante che è alla base di questa ideologia e che anzi forse quel declino - a causa di certi atteggiamenti ideologici - si è aggravato e reso irreversibile, trascinando con sè, verso la rovina, tutti quanti sono stati gabbati da un europeismo di reazione e non di azione, progetto, futuro possibile.
Un futuro possibile, la pars construens della china discendente che avvolge le istituzioni europee ormai da anni, è nella proposta di Marco Pannella per un rilancio dell'integrazione europea ripartendo dai valori umanistici del sionismo e del federalismo democratico. E' la proposta che vuole Israele nell'Unione europea ed un Medio Oriente israelizzato perchè liberato dall'autoritarismo, e dalla tirannìa. Tutto il resto, tutti i riflessi che porterebbero a realizzare sia ad Occidente sia ad Oriente nuove illusorie linee Maginot, tutte le esitazioni ed i riflessi ormai tradizionali della cosiddetta diplomazia sono declino non solo francese, ma europeo ed in fondo occidentale ed americano. Tutto il resto non servirà a difenderci dall'ondata fondamentalista, e batterla.






Avvocato de Marchis -"Sarà fredda l'acqua... No. Nun posso, nun ce la faccio. So' troppo vigliacco p'ammazzamme. Nun ce la faccio."
"D'Alema, dì qualcosa di sinistra!"
- L'amore fa male, forse?
"Potrei essere piuttosto incazzato per quello che mi è successo, ma è difficile restare arrabbiati quando c'è tanta bellezza nel mondo"
"Happiness is submission to God"
"E nu' lo fa' soffrì... FINISCILO!"
"Ero solito portare una pallottola nel taschino, all'altezza del cuore. Un giorno un tizio mi tirò addosso una Bibbia, ma la pallottola mi salvò la vita"
"- Quelle est votre ambition dans la vie ?
"Niente è peggio di vivere nel terrore"
"Noi la democrazia siamo qui per difenderla…
"It's a hardball world, son. We've gotta keep our heads until
this peace craze blows over."


Ultimi commenti